Una giornata ad Hermanus per avvistare le balene franche australi

Questa mattina dopo colazione abbiamo preso la nostra auto e siamo partiti in direzione di Hermanus; dal nostro hotel imbocchiamo la N2 che ci porta subito fuori città.

Per fortuna che viaggiamo in direzione opposta al traffico perché nell’altro senso di marcia ci sono chilometri di coda, probabilmente tutte persone che stanno andando a lavorare in città.

La N2 attraversa una township gigantesca, è la stessa che si vede quando si arriva dall’aeroporto e ci si dirige in città; è impressionante vedere la sua dimensione.

Poco dopo il traffico inizia a diminuire, si riduce il numero di corsie della strada e ben presto siamo quasi da soli con qualche camion; il paesaggio è bello e piacevole e nemmeno ci accorgiamo di percorrere circa 120 km per raggiungere Hermanus.

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E’ la prima volta che veniamo nella stagione delle balene e quindi dobbiamo capire cosa fare e se c’è un posto migliore da cui vederle; andiamo a fare benzina e chiediamo alla ragazza che ci fa il pieno che ci dice “si vedono dalla passeggiata lungo l’oceano, è inutile prendere la barca”.

Guidiamo fino all’oceano, parcheggiamo e percorriamo la passerella che hanno realizzato nel verde, molto bella e panoramica, e arriviamo ad una terrazza che ha una vista su tutta la Baia di Walker.

Restiamo lì un paio d’ore, armati di binocolo e macchina fotografica con il teleobiettivo, ma l’unica cosa che riusciamo a vedere è uno sbuffo di acqua in lontananza.

Un po’ sconsolati prendiamo la nostra auto e andiamo a parcheggiare nella parte più storica di Hermanus; facciamo un giro e decidiamo di andare a pranzo all’Ocean Basket, è una catena dove cucinano pesce, noi ci andiamo spesso, non solo in Sudafrica ma anche a Nairobi, perché è davvero buono.

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Si trova al primo piano e ha una vetrata gigantesca con la vista sulla baia e, mentre stiamo pranzando, ecco le balene!

Si vedono benissimo e si avvicinano alla costa, nuotano a pelo d’acqua e una continua a saltare fuori dall’acqua; che spettacolo!

Smettiamo immediatamente di mangiare e ci mettiamo a fotografare, poi finiamo velocemente, paghiamo e corriamo giù sul lungo oceano.

Poco dopo ne arrivano altre tre che nuotano vicine, che bello vederle così da vicino.

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Le balene franche australi, nei mesi da giugno a dicembre, si recano lungo le coste del Sudafrica, in particolare nella baia di Walker, di fronte a Hermanus, per dare alla luce i piccoli; vengono qui perché queste acque sono più calde di quelle dell’Antartide e, quando i cuccioli saranno sufficientemente grandi, fanno ritorno verso il polo sud.

Non è la prima volta che vediamo le balene ma ogni volta è un’emozione indescrivibile, nonostante siano degli animali enormi, hanno una grazia e una leggiadria meravigliose.

E’ giunta l’ora di fare ritorno a Cape Town, a malincuore ci allontaniamo dal lungo oceano, vorremmo stare lì ad osservare le balene per sempre; andiamo a prendere la nostra auto e ripartiamo in direzione di Cape Town.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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