L’organizzazione sociale dei Konkomba

L’organizzazione sociale dei Konkomba, che vivono nella parte est del Ghana settentrionale, è piuttosto semplice, si tratta infatti di una società acefala, ossia senza la presenza di un capo supremo né di un governo centrale.

I Konkomba sono organizzati in clan che rappresentano l’unità politica più grande, i clan occupano un territotio che confina con quello di altri clan senza sovrapporsi.

I clan sono basati sulla gerontocrazia, ovvero l’uomo più anziano prende le decisioni nel bene del clan, il clan Konkomba si può definire come un “corpo morale consapevole” con proprie attività e rituali.

L’incapacità di organizzarsi ad un livello sovra-tribale è stata la chiave dell’insuccesso nella guerra intrapresa dai Konkomba in passato contro i vicini Dagomba e Gonjas.

Le relazioni tra clan sono generalmente pacifiche e di mutuo soccorso e la violenza intra-clan è un tabù, si verificano però episodi di tensioni tra clan diversi, legate soprattutto ad accuse di stregoneria, queste faide vengono spesso sedate con cerimonie e rituali tra i clan.

Per ridurre il livello di ostilità ed eliminare il rischio di possibili scontri i Konkomba sono spesso ricorsi a matrimoni incrociati tra individui appartenenti a clan differenti.

Il matrimonio nella società dai Konkomba è un processo piuttosto complesso e di fatto inizia quando in una famiglia nasce una figlia femmina.

Alla sua nascita i pretendenti, giovani ventenni, portano doni ai genitori che decidono di conseguenza quale sarà il futuro sposo; la bimba da quel momento è considerata promessa sposa ma continuerà a vivere nella casa dei genitori e, quando raggiunge la pubertà, sarà libera di aver relazioni sessuali con chi desidera.

Si recherà alla casa del promesso sposo raggiunta la maggiore età oppure se è incinta, da questo momento i due verranno considerati sposati; la società Konkomba è poligama quindi un uomo più avere più di una moglie, ogni moglie ha la sua capanna rotonda e il marito trascorre ogni notte con una moglie diversa, mentre utilizza la sua grande capanna rettangolare per il giorno.

Nel cortile centrale del villaggio solitamente vengono preparati i pasti, c’è sempre un fuoco acceso e le donne cucinano per il marito, alcune donne non sposate possono vivere all’interno del compound aiutando le altre donne ma non possono mangiare la carne, che è riservata alle donne sposate.

I ragazzi non ancora sposati hanno il compito di difendere le terre e le zone di pesca del clan, inoltre risolvono le faide e danzano ai funerali.

Le donne non sposate non hanno un ruolo preciso nella società, coltivano un piccolo appezzamento per aiutare la propria famiglia o i loro, amanti fornendo un raccolto extra.

I Konkomba praticano le scarificazioni facciali, questi segni vengono incisi sui volti dei bambini all’età di 4 anni, le ragazze inoltre praticano delle decorazioni sul corpo quando raggiungono l’età del matrimonio, in entrambi i casi non ci sono cerimonie o rituali specifici.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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