Il Deserto del Namib

Il Deserto del Namib è uno dei deserti più antichi del mondo poiché è arido da milioni di anni; il Namib si estende, lungo la costa occidentale della Namibia, da nord a sud per oltre 1.300 chilometri e una grande parte del suo territorio è protetta all’interno del Parco Nazionale del Namib-Naukluft, il parco nazionale più esteso dell’Africa.
 
Namib significa “spazio aperto” e dal nome di questo deserto deriva anche il nome dello stato in cui si trova, la Namibia; il paesaggio che lo caratterizza è costituito da alte dune di sabbia dai colori caldi e intensi con una gamma che va dall’arancione ad un rosso scuro.
 
Il colore delle dune dipende dall’ossidazione del ferro contenuto nella sabbia, le dune più vecchie sono quelle che hanno subito maggiormente l’ossidazione delle particelle e risultano quelle con i colori più intensi e scure.
 
Alcune dune di questo antichissimo deserto sono parzialmente coperte di vegetazione, ma questo si verifica solo su quelle più grandi e stabili, le altre vengono modificate e modellate di continuo dal vento e questo non consente alla vegetazione di sopravvivere.
 
In questo mare di sabbia scorrono diversi corsi d’acqua, si tratta però di fiumi effimeri che a volte riempiono pozze d’acqua temporanee; queste pozze vengono chiamate vlei che, in lingua afrikaans, significa “pantano”.
 
I Vlei, quando restano asciutti, e lo sono per gran parte dell’anno o addirittura per interi anni, hanno un colore bianco dovuto alla salinità del loro terreno e questo crea un contrasto incredibile con l’arancione delle dune e il blu intenso del cielo.
 
Tra le più famose di queste pozze effimere c’è Sossusvlei, è tra le località turistiche più frequentate anche perché è una delle più facilmente accessibili, in realtà Sossusvlei indica anche tutta l’area circostante al vlei in questione.
 
Per accedere all’area di Sossusvlei ci si deve recare presso la cittadina di Sesriem, dove si trova uno dei pochi cancelli del parco e dove si possono comprare i biglietti di ingresso al parco.
 
Sesriem e Sossusvlei si trovano lungo il letto del fiume Tsauchab uno dei grandi fiumi che scorrono nel mare di dune del Namib centrale senza però mai raggiungere l’oceano, la loro corsa si ferma all’interno del deserto, creando laghi salati o pozze circondate dalle dune di sabbia rossa.
 
La zona di Sossusvlei è una sorta di grande e ampia vallata tra le dune, questa separazione tra il mare di sabbia è stata creata e mantenuta nei secoli dall’azione del fiume Tsauchab e rende oggi il luogo facilmente accessibile anche senza l’utilizzo di auto 4×4.
 
La strada che porta da Sesriem a Sossusvlei è lunga circa 60 chilometri e segue il percorso del fiume, anche se il fiume in superficie è in secca, le acque scorrono sotterranee e consentono la vita di piante e arbusti.
 
Percorrendo questa strada, a soli 4 chilometri dall’ingresso, si incontra il Sesriem Canyon; proseguendo lungo questo percorso si incontrano numerose incantevoli dune come la duna Elim e la duna 45, la duna più fotografata al mondo, per poi arrivare infine all’area di Sossusvlei dove si trova la duna Big Daddy, la più alta del mondo e i vlei, Sossusvlei, Deadvlei e Hiddenvlei.
 
 

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

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