Il clima nel Parco Nazionale dell’Amboseli e quando andare

Il Parco Nazionale dell’Amboseli ha un clima generalmente caldo e secco poiché l’aria scarica la sua umidità sul Monte Kilimanjaro, dove avvengono le piogge e dove nevica, quindi l’aria che giunge in questa zona è solitamente priva di umidità.
 
Le uniche piogge si verificano durante le due stagioni delle piogge: la stagione delle grandi piogge da aprile a maggio e la stagione delle piccole piogge da novembre a dicembre.
 
Il parco è aperto tutto l’anno ma il periodo migliore per gli avvistamenti dei mammiferi, che si radunano presso le limitate fonti di acqua presenti, è durante la stagione secca che va da giugno ad ottobre con giornate tiepide e secche e da gennaio a marzo con giornate calde e secche.
                                                                                                         
Da novembre a gennaio è il periodo migliore per il birdwatching, in questi mesi infatti sono presenti nel parco, oltre ai residenti, anche gli uccelli che migrano qui durante l’inverno paleartico.
 
Durante la stagione secca il parco è molto arido, il suo terreno è costituito da ceneri vulcaniche che sono fuoriuscite dal Monte Kilimanjaro più di 250.000 anni fa e, con l’assenza di piogge si solleva molta polvere e, grazie alla conformazione del terreno e alle correnti d’aria, si creano diversi mulinelli.
 
Inoltre il sale cristallizzato che si deposita sulla superficie del terreno, in conseguenza dell’evaporazione dell’acqua piovana che riempie il bacino del Lago Amboseli, spesso crea l’effetto curioso dei miraggi.
 
Durante la stagione delle piogge gli avvistamenti sono un pò più difficili poiché le fonti d’acqua sono disponibili un po’ ovunque nel parco e quindi gli animali si disperdono; inoltre, se le piogge sono abbondanti, le strade rischiano di diventare fangose e più difficili da praticare.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

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