Esplorazione della provincia Occidentale del Capo

Stamattina, dopo colazione, siamo partiti da Clanwilliam, la capitale del tè rooibos e che si trova nella zona settentrionale della provincia Occidentale del Capo.

Abbiamo preso la N7 che si dirige verso sud e la abbiamo percorsa fino a Moorresburg; la strada è panoramica, prima i monti del Cederberg ci fanno ancora un po’ compagnia, per poi lasciare il posto a una vallata più ampia, infine, all’altezza di Citrusdal, valichiamo due passi e ci dirigiamo verso sud est; in questa zona ci sono diverse piantagioni di arance, che peccato che siamo quasi alla fine del viaggio, perché altrimenti le avremmo comprate.

A Moorrenburg svoltiamo a destra e imbocchiamo la R311 e poi la R45, ieri il ragazzo del Wit Mussel di Eland’s Bay ci ha detto che qualche giorno fa è passato nella zona tra Koperfontein e Hopefield e ha visto alcune fioriture, quindi imbocchiamo la R 45 e andiamo a vedere.

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In effetti qualche fiore e qualche cespuglio fiorito c’è e facciamo un po’ di fotografie.

Non è facile sapere in anticipo dove trovare la fioritura poiché dipende molto dalla nebbia che si forma sulla costa, ma anche dalle precipitazioni; la cosa migliore è chiedere alla gente del posto come abbiamo fatto noi.

Arriviamo fino a Langebaan, una cittadina affacciata sull’oceano, dove ci sono molte ville spettacolari; qui si trova anche l’ingresso del Parco Nazionale di West Coast (West Coast National Park) che occupa una fascia di terra compresa tra l’Oceano Atlantico e una laguna interna.

Il parco viene frequentato soprattutto per ammirare la fioritura dei fiori selvatici; ma regala panorami mozzafiato sull’oceano e sulla laguna, inoltre offre la prossimità di avvistare alcuni animali rari, come la zebra di montagna del Capo e il bontebok.

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Facciamo un giro nel parco e pranziamo in riva all’Oceano Atlantico con una vista spettacolare su una immensa spiaggia deserta e su alcuni scogli, dove si infrangono con violenza le onde; è davvero un parco meraviglioso e meriterebbe più considerazione dai viaggiatori.

Usciamo dall’uscita più a sud e proseguiamo il nostro viaggio verso Cape Town.

Inevitabilmente, man mano che ci avviciniamo alla città, c’è più traffico; ci fa una strana sensazione poiché non siamo più abituati, nelle ultime settimane abbiamo visto ben poche automobili.

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Di fronte a noi vediamo la Table Mountain, la montagna di Cape Town, così chiamata poiché la sua sommità sembra tagliata ed è piatta come una tavola; man mano che ci avviciniamo la vediamo in tutta la sua bellezza illuminata dal sole anche se, ad un certo punto, le nubi iniziano a fare capolino dalla cima e la ricoprono, proprio come se fossero una tovaglia.

Entriamo in città e raggiungiamo facilmente il nostro hotel che si trova in prossimità del Waterfront; resteremo a Cape Town per tre notti, è la permanenza più lunga di tutto il viaggio e, magari, riusciamo a riposarci un po’.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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