Dalla stagione delle piogge alla stagione secca nel Delta dell’Okavango

I mesi di maggio e giugno corrispondono al periodo di transizione tra la stagione delle piogge, o verde, e la stagione secca; si passa dalle calde e umide giornate estive a quelle fredde e secche invernali.

Questo è il periodo in cui la piena del fiume Okavango, dopo aver superato il Panhandle, inizia ad entrare nel delta, incominciando a riempire i canali permanenti e, successivamente, ad allagare le piane alluvionali.

Nel mese di maggio le temperature diurne iniziano a scendere sotto i 35 gradi e di notte inizia a fare freddo, con temperature intorno ai 15°, il cielo è terso e le piogge sono oramai uno sbiadito ricordo.

Le praterie iniziano ad ingiallire e i mammiferi, come gli elefanti, le antilopi e i bufali iniziano a spostarsi in prossimità delle fonti d’acqua più certe; non sono ancora rientrati tutti nel delta, ma è solo questione di tempo, progressivamente le fonti di cibo si riducono e, a quel punto, gli animali si concentrano nella zona del delta, unica fonte certa di acqua, grazie anche proprio alla piena del fiume Okavango.

Nel contempo gli uccelli migratori ripartono per fare ritorno alle loro zone di origine e non faranno ritorno fino al mese di ottobre.

Nel mese di giugno oramai tutti gli animali hanno fatto ritorno nell’area del Delta dell’Okavango, l’aria è secca e polverosa, la maggior parte degli alberi ha perso le foglie e le praterie si sono ingiallite, mentre le temperature, soprattutto quelle notturne, precipitano ai minimi annuali.

Da giugno inizia il periodo migliore per gli avvistamenti della fauna nel Delta dell’Okavango ed è anche il periodo dove è più semplice avvistare i licaoni, poiché in questo periodo dell’anno hanno i cuccioli e quindi, una volta individuate le loro tane, è più probabile vederli mentre ritornano da una battuta di caccia.

In questo periodo le concessioni o riserve già interessate dalla piena, e quindi dove è più consigliato recarsi, sono le seguenti: Jao Flats, Abu, Moremi Centrale o Chief Island, Duba Plains e Vumbura, inoltre le piane alluvionali della concessione di Jao in questo periodo sono ricoperte da immensi branchi di lichi rossi, o red lechwe.

exploringafrica safariadv romina facchi travel safari

Leave a comment

Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

  • Il Triangolo
  • La Valle Nascosta
  • Lago Ndutu
  • Le pianure di Kusini
  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle