Le stele di Tiya in Etiopia

Oggi siamo in viaggio da Addis Abeba verso Arba Minch; ci stiamo dirigendo a sud per scoprire alcune popolazioni che vivono ancora seguendo le antiche tradizioni che popolano la Valle dell’Omo.

Le strade in Etiopia non sono sempre in ottime condizioni e quindi dobbiamo procedere a una velocità moderata, anche perché in strada c’è di tutto: mucche, capre, carretti trainati da asini, bambini e altro ancora.

Lungo il viaggio di oggi, che ci impiegherà praticamente tutta la giornata, faremo delle tappe, un po’ per sgranchirci le gambe ma anche per vedere le meraviglie che questo paese ci riserva.

A 85 km a sud di Addis Abeba e a 40 km a sud di Awash Melka, nella terra dei Gurage, si trova il sito delle Stele di Tiya che è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1980.

Nel sud dell’Ethiopia si stima che ci siamo più di 10.000 steli, concentrate nella zona compresa tra Tiya, che delimita il confine a nord, fino a Negele Borena a sudest; molte di queste non sono ancora state esaminate dagli archeologici e altre, probabilmente, non sono ancora state ritrovate.

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In realtà si sa molto poco in merito alle steli, quello che si sa è che servivano come lapidi ma non si sa con certezza chi le ha realizzate.

Esistono due tipologie di steli: quelle più antiche, che hanno una forma fallica, e quelle più recenti, che sono piatte e incise, come quelle che si trovano qui a Tiya; la realizzazione delle steli pare sia iniziata nel IX secolo fino al XIV secolo.

Le stele che si trovano qui nel sito di Tiya sono tra quelle meglio conservate e più finemente incise, sono anche tra le più recenti; si pensa che Tiya, nel medioevo, fosse il confine tra la regione pagana e quella cristiana, che si trovava più a nord, ma sono tutte supposizioni.

Nel sito di Tiya, che si trova poco lontano dalla strada principale, si trovano una quarantina di stele di pietra; alcune sono in posizione eretta, altre sono appoggiate al terreno, alcune sono relativamente piccole, mentre altre sono decisamente più alte.

La guida locale ci dice che la loro funzione era di indicare dei luoghi di sepoltura.

In corrispondenza delle steli più antiche sono stati ritrovati corpi in posizione fetale, come in altri siti dove si trovano le steli a forma fallica, mentre presso le steli più recenti i corpi sono distesi sulla schiena; ovviamente il motivo di questa differenza è ignoto.

Sembra che le varie incisioni, che si trovano sulle steli, fossero simboli per indicare chi fosse sepolto in quel luogo, anche se, in prossimità di una sola stele sono stati ritrovati anche più di uno scheletro e il criterio di sepoltura è ignoto.

Nelle poche tombe che sono state scavate, a circa un metro dalla superficie, sono stati ritrovati gioielli, suppellettili, oggetti in terracotta e altro ancora, questo ha fatto presupporre che tutte le persone sepolte qui appartenessero ad un certo rango e che fossero ricche.

Il corpo, o i corpi, sono stati ritrovati ancora più in profondità, a circa 2 metri di profondità.

Seguiamo il ragazzo che ci fa da guida locale, è molto giovane ma è bravo e preparato e anche il suo inglese è notevole, si vede proprio che ci tiene al suo lavoro.

Facciamo il giro seguendo il sentiero per vedere tutte le steli e lui ci mostra tutti i vari simboli che sono incisi e ce ne spiega il significato.

In realtà ci sono ancora molte cose che non si sanno delle Stele di Tiya e delle altre presenti nel sud dell’Ethiopia, gli archeologi hanno ancora molto lavoro da fare, non solo per interpretare i simboli ma anche per scoprire quale fosse la civiltà che ha realizzato queste steli; può essere che fosse qualche popolazione ancora esistente ma che abbia abbandonato questa pratica, oppure una civiltà che è scomparsa.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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