Arrivo ad Abidjan

Bienvenue en Cote d’Ivoire!

Stamattina siamo partiti prima dell’alba da Milano, con zero gradi, e finalmente siamo atterrati alle 18,20 ora locale, 19,20 ora italiana, ad Abidjan, in Costa d’Avorio, con ben 32 gradi e un tasso di umidità pazzesco.

Beh decisamente lo sbalzo termico si fa sentire, ma, nonostante l’umidità, è una piacevole sensazione; fortunatamente già domani ci spostiamo a nord, allontanandoci dalla costa dell’Oceano Atlantico, e ci lasceremo l’umido alle nostre spalle, ma non le temperature elevate, però il clima sarà decisamente più secco.

In aeroporto, come prima cosa, andiamo a ritirare il visto, lo abbiamo già fatto e pagato online, devono solo stamparcelo, verificare la nostra identità e metterlo sul passaporto; per fortuna c’è poca gente perché la velocità non è proprio il loro forte, ma questo, se si frequenta spesso l’Africa, si sa e fa parte del gioco.

Subito dopo passiamo il controllo dei passaporti e facciamo l’ingresso nel paese, successivamente andiamo a ritirare le nostre valigie, che sono già lì che ci aspettano, e ci rechiamo verso l’uscita.

Quando stiamo per uscire un funzionario dell’aeroporto controlla che abbiamo preso solo ed esclusivamente le nostre valigie, verifica chee le etichette dei bagagli corrispondano al tagliandino che ci hanno dato al check-in; in Europa non ho mai visto fare questo tipo di controlli, ma in Africa e in Asia ci è capitato diverse volte.

Incontriamo la nostra guida che ci sta aspettando, sarà con noi per tutta la durata del viaggio e ci accompagnerà a conoscere il paese, le sue tradizioni, la popolazione e le varie tribù, la cultura ed altro ancora.

L’hotel dista circa mezz’ora dall’aeroporto, saliamo in auto e arriviamo in breve tempo; facciamo il check-in e andiamo in camera a portare le valigie.

E’ ora di cena quindi scendiamo al ristorante, mangiamo qualcosa di veloce e poi andiamo in camera a rilassarci un po’, domani si parte per il nostro tour in Costa d’Avorio.

Leave a comment

Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

  • Il Triangolo
  • La Valle Nascosta
  • Lago Ndutu
  • Le pianure di Kusini
  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle