Una pesante stagione delle piogge.

Acquazzoni torrenziali causano gravi inondazioni in Tanzania, le piogge stagionali, insolitamente pesanti, hanno causato problemi diffusi in tutte le parti dell’Africa orientale. 

In Tanzania si registra la peggiore delle inondazioni lungo la costa settentrionale dove gran parte delle infrastrutture è stata danneggiata e Dar es Salaam è allagata e isolata. 

Per dare un’idea della situazione a Dar es Salaam in un solo giorno sono caduti oltre 170 mm di pioggia, la più pesante pioggia da quando sono iniziate le statistiche, la media stagionale non supera gli 80 mm. 

Le piogge torrenziali hanno causato molti incidenti stradali e molte strade rimarranno chiuse per qualche tempo. 

Nel video che potete vedere qui sotto la situazione al villaggio di Mto wa mbu, nei pressi dei parchi nazionali di Tarangire e del Lago Manyara, quest’ultimo è stato chiuso a causa dell’impraticabilità delle strade.

Anche in Namibia la stagione delle piogge non accenna a finire, il fiume Kunene è ai livelli massimi fino ad esondare nel Kaokoland e le eccessive precipitazioni hanno costretto ad aprire la diga di Ruacana per evitare conseguenze disastrose.

Al contrario in Botswana e Sudafrica la situazione è esattamente l’opposto.

In Botswana il fiume Boteti ha poca acqua e i bacini sono sotto la media, in Sudafrica, a Cape Town la situazione è ai limiti anche se pare che il “day zero” tanto temuto, ossia il giorno di chiusura dei rubinetti della città, sia scongiurato.

In ogni caso la situazione della regione resta problematica e i bacini idrici che approvvigionano la città restano in condizioni drammatiche.

https://youtu.be/NQCoGgvSPXo

 

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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