Il Grande Muro Verde

Il più grande deserto non polare, il Sahara, copre 9.400.000 kmq in Nord Africa, e continua a crescere ed espandersi verso sud, a causa dei cambiamenti climatici, insinuandosi soprattutto in Senegal, in Mauritania e in Nigeria.

Più che in qualsiasi altro posto sulla Terra, il Sahel è una zona di prima linea per quanto riguarda il cambiamento climatico e milioni di persone stanno già affrontando il suo impatto devastante: persistenti siccità, mancanza di cibo, conflitti a causa di un minor numero di risorse naturali disponibili e migrazione di massa verso l’Europa sono alcune delle molte conseguenze.

Per fermare l’avanzata della desertificazione nel 2002 è nato un progetto ambizioso che sta prendendo sempre più forma e vita, si tratta del Great Green Wall; questo progetto prevede di realizzare una “linea verde” a sud del Sahara lunga 7.600 chilometri e che attraversa orizzontalmente tutto il continente africano; sono coinvolte 20 nazioni per costruire il grande muro verde dell’Africa.

Il progetto è finanziato dalla Banca mondiale, dall’Unione Africana, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e dai Giardini Botanici Reali Britannici, che hanno unito i loro fondi, circa 3 miliardi di dollari, oltre alle competenze tecniche.

Venti nazioni africane, guidate dal Senegal, stanno costruendo un muro di alberi sul margine meridionale del Deserto del Sahara da Dakar, capitale del senegal, sulla costa atlantica fino a Gibuti nel Golfo di Aden.

Il Great Green Wall, una volta completato, sarà lungo 7.600 km e largo 15 km e sarà la più grande opera orticola mai realizzata al mondo.

Oltre a fermare l’avanzata del deserto, il progetto si focalizza anche sull’agricoltura sostenibile, sull’allevamento del bestiame e sulla sicurezza alimentare.

In Senegal, ad esempio, è stata realizzata una piantagione di alberi di acacia di 50.000 acri, da questi alberi si estrae la gomma arabica, un prezioso additivo utilizzato nell’industria alimentare; sono stati piantati anche diversi alberi da frutto che contribuiscono a fornire una fonte di cibo per la popolazione dell’interno rurale del Senegal.

Ci si aspetta che il Grande Muro Verde crei molti di posti di lavoro per la popolazione locale, la terra che verrà resa fertile sarà in grado di produrre coltivazione di qualità.

“The Great Green Wall” è un progetto estremamente ambizioso, non solo per l’Africa, ma per il mondo intero, è più di una semplice iniziativa ambientale, è un simbolo di speranza che l’umanità possa invertire gli effetti dei cambiamenti climatici.” Così viene descritto da David Milsom, il creative strategist di Venturethree, l’agenzia che si è occupata della comunicazione del progetto.

Una volta completato, il Grande Muro Verde sarà la più grande struttura vivente sulla Terra e una nuova Meraviglia del Mondo.

Il Grande Muro Verde sta trasformando la vita di milioni di persone nella regione del Sahel, fornendo cibo, posti di lavoro e un futuro per i milioni di persone che vivono in una regione in prima linea sul cambiamento climatico; ma non è solo uno strumento per salvare il Sahel ma è anche un simbolo globale di speranza per l’umanità.

Great Green Wall

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

  • Il Triangolo
  • La Valle Nascosta
  • Lago Ndutu
  • Le pianure di Kusini
  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle