Botswana: il clima e quando andare

Il Botswana è un paese dell’Africa Meridionale ed è caratterizzato da un clima sub-tropicale con carattere continentale, a causa della sua distanza dall’oceano, il suo territorio è semi-arido e arido, ad eccezione della zona più a nord del paese, che è caratterizzata da maggiori precipitazioni.

Il clima del paese è caratterizzato da due stagioni: la stagione secca, nei mesi da maggio a ottobre, e la stagione delle piogge, nei mesi da novembre ad aprile; quasi tutto l’anno si verifica una forte escursione termica, sia tra il giorno e la notte, sia tra estate ed inverno, mentre le precipitazioni e il tasso di umidità sono solitamente scarsi.

Come conseguenza dell’aridità del suo territorio molti corsi d’acqua del Botswana sono stagionali e sono asciutti per buona parte dell’anno; il fiume Okavango e il suo Delta costituiscono un’eccezione in quando hanno l’acqua tutto l’anno e sono una fonte importante per molti animali durante la stagione secca, cosi come i fiumi Chobe, Linyanti e Kwando.

Le precipitazioni si manifestano nei mesi più caldi, quando il sole è vicino allo Zenith, ossia nei mesi da novembre ad aprile, con una maggiore concentrazione tra gennaio e febbraio.

La durata e l’intensità delle piogge è determinata dall’interazione di tre correnti d’aria: l’aria umida proveniente dalla fascia equatoriale, i venti del monsone che provengono da nordest e gli alisei che invece provengono da sudest.

Solitamente la corrente di aria umida che proviene dal Congo raggiunge il punto più a sud tra gennaio e febbraio e abbandona il Botswana in aprile, portandosi via con sé le piogge.

Non esiste una stagione migliore per visitare il Botswana, ogni stagione ha le sue peculiarità e le sue meraviglie naturali.

La stagione secca è il periodo che registra il maggior numero di visite, l’assenza di piogge rende più semplice muoversi nel paese e la scarsa vegetazione e il clima più fresco possono agevolare gli avvistamenti.

La stagione delle piogge forse non è per tutti i viaggiatori, ma la vegetazione lussureggiante, i drammatici temporali e gli animali, soprattutto gli erbivori, sono al massimo della loro bellezza e salute, grazie all’abbondanza di cibo, questo è anche il periodo delle nascite dei cuccioli degli erbivori.

In questo periodo sono presenti molte più specie di uccelli, poiché sono presenti anche i migratori paleartici; inoltre molte specie sono nel periodo dell’accoppiamento e molte di queste cambiano il piumaggio e altre parti del corpo.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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  • La Valle Nascosta
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  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle