La storia di Seretse Khama, primo presidente del Botswana

La storia di Seretse Khama è emblematica per capire il percorso che portò il Botswana verso l’indipendenza, inevitabilmente coprotagonista di questa storia è una donna: Ruth Williams.

La storia d’amore tra l’erede al trono del Bechuana, oggi Botswana, Seretse Khama, e l’impiegata delle assicurazioni Lloyd’s Ruth Williams è una storia straordinaria che pochissime persone conoscono, persino nel paese d’origine di colui che è stato l’ultimo erede al trono e il primo presidente della Repubblica.

Era il 1947, l’Europa era appena uscita dal secondo conflitto mondiale, lo studente in legge Seretse Khama, erede al trono del Botswana, incontra in un bar Ruth Williams, impiegata bianca dei Lloyd’s di Londra, ed è amore a prima vista, che li spinge rapidamente verso le nozze.

Ma la loro unione interrazziale incontra l’opposizione delle loro famiglie e del governo sudafricano, che in quel periodo aveva adottato il rigido regime dell’apartheid, e quindi era intollerante verso la possibilità che il futuro re del Botswana, stato confinante, potesse sposare una donna bianca.

Anche il governo inglese si oppone con forza a questa unione a causa delle minacce ricevute dal Sudafrica di negargli l’accesso alle proprie risorse di uranio e di oro e di invadere il Botswana.

Seretse viene dunque costretto all’esilio dalla sua terra e alla separazione dalla sua amata Ruth, rimasta sola ed incinta in un Botswana ostile.

Ma nonostante tutto, il legame tra Seretse e Ruth non vacillò e divenne la base di una battaglia combattuta in nome dell’amore, dell’uguaglianza e dell’indipendenza. 

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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