Relax al campeggio del Gweta Lodge

Stamattina ci siamo alzati presto perché alle 6,30 siamo partiti per andare a vedere il Ntwetwe Pan e i merkaat; siamo tornati alle 10,30 e da lì in poi, a parte qualche piccola parentesi, è stata una giornata di completo relax, la prima da quando siamo arrivati in Botswana, e probabilmente anche l’ultima,

Come prima cosa, una volta tornati dallo Ntwetwe Pan, ci siamo fatti un bel caffè; ci voleva proprio dopo la alzataccia di stamattina.

I ragazzi di Roma che sono arrivati ieri sera nel campeggio partono oggi e vanno a Maun, credevamo di non trovarli più una volta tornati dal Ntwetwe Pan, ma invece sono ancora qui; meglio perché ieri non li avevamo salutati, inoltre, con l’occasione, riusciamo a vedere il nuovo modello del Dr Livingstone, sia dentro sia fuori. 

Il nuovo Dr. Livingstone sembra un po’ più tecnico esternamente, ma dentro è più piccolo e c’è meno spazio, anche gli scompartimenti esterni non sono così funzionali come i nostri; e poi il nostro Dr Livingstoneè il più bello del mondo e proprio perché è nostro!

Dopo aver chiacchierato un po’ con i ragazzi romani andiamo a farci una doccia per levarci la terra e il sale del Ntwetwe Pan dalla pelle e dai capelli; sappiamo che il beneficio durerà poco e stasera saremo nuovamente pieni di terra, ma sempre meglio di nulla.

Poi cuciniamo e pranziamo senza stress di orari e partenze, che relax questa mezza giornata di dolce far niente; avremmo solo preferito essere al Planet Baobab che è decisamente più confortevole.

Se ieri eravamo praticamente da soli nel camping, ad eccezione dei due ragazzi romani, oggi c’è più movimento; poco dopo pranzo infatti arriva un camion che avrà almeno 50 anni con a bordo un gruppo di spagnoli pigiati come le sardine.

Noi ci stiamo rilassando all’ombra della nostra tenda, io scrivo e Silvan legge e ascoltiamo un po’ di musica; gli spagnoli ci guardano fissi come se non avessero mai visto nessuno fare camping, ma che curiosi! Meno male che se ne vanno praticamente subito perché ci stavano infastidendo.

Verso metà pomeriggio arriva un camper tutto dipinto, ci incuriosisce anche perché ha una targa francese, e la curiosità è reciproca: loro ci si avvicinano e ci chiedono se possono vedere il dr. Livingstone.

Loro sono in viaggio da 11 mesi con i figli, sono partiti dalla Francia, hanno attraversato il nord Italia e poi sono scesi dai Balcani, sono passati in Medioriente, hanno fatto l’Iran, parte della Penisola Arabica e poi sono arrivati in Africa e sono scesi fino a qui; secondo i loro piani dovrebbero tornare in Francia per questo Natale.

Ci fa piacere chiacchierare con loro è sempre interessante conoscere dei viaggiatori e scambiarsi informazioni utili ed impressioni di viaggio.

Dopo un po’ andiamo nella lounge del lodge perché abbiamo bisogno del collegamento per lavorare; quando arriviamo troviamo a fatica un posto dove metterci poiché ci sono qui gli spagnoli accampati, evidentemente non sono ancora pronte le loro camere e quindi li hanno abbandonati qui con le valigie, che brutto modo di viaggiare.

Noi ci mettiamo a lavorare e prendiamo qualcosa di fresco da bere, la lounge si affaccia sulla piscina ma in acqua non c’è nessuno, l’acqua sarà sicuramente gelida.

Verso le 17,30 torniamo dal nostro Dr. Livingstone e ci prepariamo uno spritz; è il primo di questo viaggio e siamo noi i primi ad essere stupiti: perché abbiamo aspettato così tanto?

Ci voleva proprio per concludere questa mezza giornata di relax!

Stasera cuciniamo con il braai ovviamente, è molto più divertente rispetto al gas e poi fa atmosfera.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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