Verso il Parco Nazionale Reale di Hlane

Stamattina ci siamo svegliati riposati nel nostro chalet vicino a Mbabane, in Swaziland, abbiamo fatto colazione e poi carichiamo il Dr. Livingstone e partiamo; siamo stati proprio bene qui al Bhuleni Chalet, quando ripasseremo da queste parti torneremo sicuramente qui.

Usciamo dalla strada sterrata e ci ritroviamo di fronte al centro commerciale, abbiamo bisogno di un wi-fi per controllare la mail perciò parcheggiamo e andiamo da Mugg & Bean; prendiamo un cappuccino che non ha nulla da invidiare ai cappuccini made in Italy.

Gli altri negozi sono ancora tutti chiusi, apriranno alle 9:00, ma noi non abbiamo bisogno di nulla, quindi, dopo il cappuccino, torniamo alla nostra macchina e partiamo.

Stamattina quando siamo partiti c’erano un po’ di foschia e qualche nuvola bassa, ma si sono diradate poco dopo; noi proseguiamo seguendo le indicazioni di Maps.me per il Parco Nazionale Reale di Hlane.

Lungo la strada vediamo che stanno facendo degli importanti lavori di ampliamento della strada, adesso in alcuni punti è solo a una corsia, quando sarà terminata sarà a due o forse anche tre corsie; con tutto il traffico che transita da qui da e per il Sudafrica e il Mozambico una strada più ampia è necessaria.

La strada non è particolarmente panoramica, soprattutto quando passa da Manzini, questa è una delle città più grandi dello Swaziland; per fortuna, mentre man mano che procediamo verso il parco, ci sono sempre meno costruzioni e sempre più natura.

In tutto, inclusi i vari rallentamenti per i lavori e i controlli a campione della polizia, ci abbiamo messo un’ora e mezza per arrivare al gate del Parco Nazionale Reale di Hlane, non molto per fortuna.

Al gate paghiamo una tassa di permanenza nel parco, una sorta di tassa di soggiorno, mentre non paghiamo l’ingresso al parco poiché abbiamo la Wild Card dei parchi sudafricani che è valida anche qui.

L’ingresso al Ndlovu Camp, il campo principale del parco, dista poche centinaia di metri dall’ingresso del parco; in un attimo ci siamo, apriamo il cancello, entriamo e lo richiudiamo alle nostre spalle, andiamo alla reception per registrarci e per prendere tutte le informazioni necessarie.

Siamo contenti di essere qui e scoprire questo parco, siamo pronti per questa nuova avventura.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

  • Il Triangolo
  • La Valle Nascosta
  • Lago Ndutu
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  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle