Mopani Rest Camp

Dopo un’intera giornata di safari nel Parco Nazionale Kruger, in Sudafrica, siamo arrivati al Mopani Rest Camp verso le 16,30.

Come prima cosa facciamo il check-in e prendiamo le chiavi del cottage; oggi non dormiamo in campeggio perché quando abbiamo prenotato non c’era più posto.

Prima di andare alla nostra casetta però andiamo dove si trova il ristorante e il negozio, qui c’è anche una terrazza panoramica sul lago; finalmente, dopo tanto girare oggi, vediamo un bello specchio d’acqua 🙂

Ci sono diversi alberi morti in acqua, sono un po’ spettrali ma affascinanti; sulle sponde sabbiose ci sono diversi uccelli acquatici, li guardiamo con il binocolo, poi scrutiamo bene le sponde ma non vediamo altro.

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Il sole sta già scendendo verso l’orizzonte e il cielo si sta colorando dei colori caldi tipici del tramonto; noi ordiniamo qualcosa da bere e ci mettiamo in contemplazione del sundowner.

Un tramonto africano ha un fascino impossibile da raccontare a chi non ne ha mai visto uno: i suoi colori accesi, il silenzio rotto solo da eventuali rumori della natura, il sole, che sembra un disco infuocato, che va a nascondersi oltre l’orizzonte lasciando dietro di sé un cielo che sembra dipinto.

Mentre ci godiamo questo spettacolo sentiamo muoversi l’acqua del lago, guardiamo in basso e vediamo un elefante che sta entrando in acqua, tiene la proboscide alzata così da poter respirare se l’acqua è troppo alta, è simpatico sembra pronto per fare snorkeling!

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L’acqua non è molto alta, per lui ovviamente, e lo snorkel non è necessario, quindi a metà attraversata rilassa la proboscide.

Quando arriva sulla sponda sotto di noi inizia a strappare l’erba che cresce in acqua per mangiarla; si sente chiaramente il rumore dello strappo.

Passeggia lungo la sponda mangiando, ma ad un certo punto si innervosisce perché alcune persone, anche se al di là della recinzione del campo, si sono avvicinate un po’ troppo: gonfia le orecchie e barrisce un paio di volte, le guarda fisso per qualche secondo e poi torna a mangiare, deve aver valutato che non costituiscono un pericolo.

Che bella questa scena, è la conclusione perfetta di una giornata di safari all’insegna degli elefanti.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

  • Il Triangolo
  • La Valle Nascosta
  • Lago Ndutu
  • Le pianure di Kusini
  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle