Dal Ghana una soluzione per salvare gli oceani

Ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, compromettendo la vita degli stessi, per essere più precisi secondo le statistiche del World Economic Forum, entro il 2050, ci saranno più rifiuti in plastica nei nostri oceani di quanti pesci ci vivano, già oggi, sempre secondo le stime, 8 milioni di tonnellate di plastica vengono riversate ogni anno negli oceani, danneggiando sia gli animali sia l’ecosistema.

La situazione è decisamente sfuggita di mano, basti pensare che ogni anno vengono prodotti circa 380 miliardi di sacchetti di plastica e solo il 7% di essi viene riciclato, questo ha un effetto disastroso sull’ambiente, poiché la durata dei sacchetti di plastica rende impossibile al mondo naturale scomporlo e trasformarlo in materia organica.

Per far fronte a questa catastrofe sono numerose le contromisure che diversi i paesi hanno messo in atto, giusto per fare alcuni esempi il Kenya ed il Ghana hanno già messo fuori legge i sacchetti di plastica.

E proprio dal Ghana arriva un altro eccellente e brillante esempio di come poter far fronte alla problematica della plastica: l’imprenditore e ingegnere Nelson Boateng ha recentemente messo a punto una miscela simile all’asfalto riciclando proprio la plastica, in particolare i sacchetti di plastica.

La nuova forma di asfalto di Nelson è costituita al 60% da rifiuti di plastica e  per il restante 40% da sabbia; la Nelplast Ghana Limited, l’azienda specializzata nella lavorazione industriale dal taglio ecologico creata da Nelson Boateng, trasforma la spazzatura di plastica in blocchi di pietra, che possono essere utilizzati per costruire e pavimentare le strade e i marciapiedi.

La Nelplast, che impiega direttamente e indirettamente più di 230 persone, ha ottenuto il sostegno del governo del Ghana, e sta trasformando letteralmente montagne di spazzatura in un prodotto funzionale, cruciale per la gestione del problema dei rifiuti del mondo, possiamo affermare che, grazie a questa iniziativa, l’Africa è un po’ più verde.

ghana plastic

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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