Dal Cratere di Ngorongoro a Ndutu nel Parco Nazionale di Serengeti

Stamattina abbiamo fatto safari nel Cratere di Ngorongoro e, come sempre, non delude mai; è uno dei luoghi più spettacolari della Tanzania per fare safari.

Verso le 14,00 siamo usciti dal cratere e ci siamo diretti verso il Parco Nazionale di Serengeti, attraversando la Conservation Area di Ngorongoro.

Stanotte è piovuto, quindi non possiamo percorrere la strada che ci porterebbe direttamente a Ndutu, dove abbiamo il campo tendato stasera, ma dobbiamo percorrere la strada più a nord, che passa per Olduvai, e che arriva all’ingresso di Naabi Hill del Serengeti; da lì poi dobbiamo tagliare verso sud ed arrivare a Ndutu.

La strada fino al Gate di Naabi Hill è sterrata ma il fondo è compatto e un po’ sassoso quindi la nostra guida riesce a mantenere una velocità abbastanza elevata; dal gate in poi invece la strada è una pista nella prateria e lì rischiamo che ci sia fango ovunque e quindi dovremo procedere molto più lenti.

Infatti quando arriviamo alla deviazione per Ndutu, la pista è una pozzanghera unica e c’è fango ovunque; ma Safe, la vostra guida, è molto bravo alla guida, anche sul fango, ed è molto prudente, quindi avanziamo senza grossi problemi.

tanzania exploringafrica safariadv romina facchi

Intorno a noi ci sono mandrie di gnu, di zebre, di gazzelle di Thomson e di gazzelle di Grant, tutti sono impegnati a brucare; qua e là vediamo qualche iena che si guarda in giro, per cogliere una buona occasione per un pasto.

Dopo un po’ di km, arriviamo finalmente al Lago Ndutu, ma il nostro campo tendato è collocato sulla sponda opposta rispetto a dove ci troviamo, quindi dobbiamo percorrere buona parte del perimetro del lago per giungere dall’altra parte.

La strada qui è un vero fiume d’acqua, vediamo un’auto che la percorre ma sembra più un motoscafo che una macchina; noi percorriamo un fuoripista che è già stato percorso da altre auto, dove c’è meno acqua ma c’è molto fango.

Man mano che procediamo il terreno diventa un po’ più asciutto, meno male, già mi immaginavo di avere il fango a metà gamba al campo.

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Paghiamo il fee di ingresso del Parco Nazionale di Serengeti e poi proseguiamo per raggiungere il nostro campo.

Questo è un campo mobile, quindi si sposta, all’interno del Parco Nazionale di Serengeti, seguendo lo spostamento delle mandrie di gnu e zebre della Grande Migrazione; in questi mesi, da inizio dicembre a metà marzo, si trova in questa zona del parco, poi viene smontato per essere rimontato in altri luoghi, in prossimità delle zone in cui si trovano le mandrie.

A noi piace moltissimo dormire in un campo tendato, perché è il modo migliore per vivere a pieno l’esperienza di un safari; durante la notte si sentono i rumori della savana e, se si è fortunati, qualche animale potrebbe arrivare al campo approfittando dell’oscurità.

E’ un’esperienza meravigliosa, difficile da descrivere, è da provare almeno una volta nella vita!

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

  • Il Triangolo
  • La Valle Nascosta
  • Lago Ndutu
  • Le pianure di Kusini
  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle