Arrivo a Windhoek

Oggi siamo partiti da Swakopmund e in circa 3 ore di strada asfaltata siamo arrivati a Windhoek, la capitale della Namibia.

Anche Windhoek, come Swakopmund, ci sembra molto cambiata, eppure sono passati pochi anni dall’ultima volta che siamo stati qui, ma si sa che nei paesi in forte crescita, come la Namibia, le cose cambiano repentinamente.

Hanno costruito strade più grandi di accesso alla città, hanno edificato nuovi edifici, sia governativi sia privati e il tenore di vita sembra migliorato.

Arriviamo nel pomeriggio e quindi facciamo un breve giro in centro, Windhoek non ha molto da offrire a un visitatore, non ha molti edifici storici, ad eccezione di qualche casa di inizio secolo XX, costruita dai tedeschi durante il periodo della colonizzazione, e la Christuskirche che domina il centro cittadino; proprio lì accanto recentemente hanno costruito il monumento per celebrare l’indipendenza della Namibia, intenzione nobile, ma la realizzazione lascia un po’ a desiderare: un enorme edificio quadrato davanti al quale è stata eretta una statua gigantesca.

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Scattiamo qualche fotografia e andiamo in hotel, si oggi niente campeggio, quando siamo in cittadine un po’ grandi come Windhoek preferiamo dormire in hotel che hanno un parcheggio sicuro per la nostra auto; sempre meglio usare la massima prudenza piuttosto che avere spiacevoli sorprese.

Abbiamo preso un piccolo hotel poco lontano dal centro che ha delle camere grandi e nuove e ha un bel giardino con una piccola piscina che, vista la temperatura invernale, non utilizza nessuno, ma comunque fa scena.

Ci siamo messi un po’ in giardino ad aggiornare il blog e a guardare le mappe per i prossimi giorni; che relax, in questo viaggio questi momenti sono preziosi.

Mentre siamo lì in giardino osserviamo anche i vari uccelli che si trovano sui rami e sul prato, in camera c’è anche un foglio informativo che descrive le specie che si possono avvistare.

All’improvviso, dal nulla, un gatto che si aggirava per il giardino, fa un salto acrobatico di oltre un metro e riesce a catturare un uccellino in volo; beh alla fine anche oggi abbiamo visto una bella scena di caccia di un felino, pur non essendo in savana 🙂

Grazie a un adattatore per l’asciugacapelli (che abbiamo lasciato in macchina che è dal meccanico per un controllo) conosciamo i nostri vicini di stanza che, non solo sono italiani, ma abitano a Milano, tra l’altro non lontano da casa nostra; queste sono le situazioni divertenti che accadono in viaggio.

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Chiacchieriamo un po’ e scopriamo che stasera andiamo a cena nello stesso posto: la Joe’s Beer House, a quel punto decidiamo di andarci insieme.

Joe’s Beer House è un’istituzione ed è una tappa d’obbligo per chi passa da Windhoek; è una birreria che cucina cacciagione e qualche piatto tedesco, ha grandi tavoli in legno, come ogni birreria di Monaco di Baviera, e la birra, ovviamente, scorre a fiumi.

Qui si incontrano sia viaggiatori sia gente del posto, l’atmosfera è informale e spesso si finisce per chiacchierare con coloro che sono seduti accanto; è divertente perché non si sa mai chi si può incontrare.

Dopo cena torniamo in hotel, prendiamo la nostra bottiglia di Amarula, i nostri bicchieri in alluminio e ci mettiamo in giardino con i nostri nuovi amici a chiacchierare.

E’ stata una serata piacevole e ci ripromettiamo di vederci nuovamente una volta tornati a Milano; questo è il bello dei viaggi, si incontrano persone, si inizia a parlare del viaggio che si sta facendo e a volte nascono amicizie o semplicemente si trascorrono momenti inaspettati e piacevoli.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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