In viaggio verso Maun

Stamattina subito dopo colazione abbiamo preparato la nostra auto e siamo partiti, abbiamo fatto un ultimo giro all’interno della Riserva del Kalahari Centrale (Central Kalahari Game Reserve) e poi abbiamo imboccato la strada che conduce al Gate di Matswere, lo stesso da cui siamo entrati due giorni fa.

Dobbiamo arrivare al gate per firmare l’uscita entro le 11,00 del mattino, indipendentemente dall’orario in cui si è entrati quando si è arrivati.

Arriviamo in perfetto orario, firmiamo il registro e mettiamo il pin sulla tabella degli avvistamenti; ieri a Motopi abbiamo avvistato un branco di leoni: un maschio e una femmina che si accoppiavano e, poco più in là, c’erano altre due femmine con due cuccioli meravigliosi.

Risaliamo in macchina e partiamo, percorriamo i 40 km di sterrato che ci conducono a Rakops, una volta raggiunto l’asfalto gonfiamo le ruote, che avevamo sgonfiato precedentemente per guidare meglio sulla sabbia, e partiamo verso nord.

Ripercorriamo parte della strada che abbiamo percorso all’andata, con le stesse mucche, capre, asini e cavalli che vagano a bordo strada e, talvolta, improvvisamente e inspiegabilmente, attraversano; quindi bisogna stare molto attenti.

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Una volta raggiunto il paesino di Motopi imbocchiamo la A3 in direzione di Maun, l’asfalto è in condizioni pessime, era quasi meglio se la strada fosse sterrata, ci sono diverse buche molto profonde che sono pericolose, quindi procediamo lentamente.

Una volta raggiunta Maun seguiamo la strada principale che entra in città, a dir la verità Maun non è propriamente una città, ma piuttosto un agglomerato di edifici e servizi che ruotano attorno al turismo, in particolare ai safari; qui infatti c’è l’aeroporto, la sede di diverse compagnie di safari e di lodge presenti nel Delta dell’Okavango, alcuni negozi dove poter fare la spesa, un paio di centri commerciali, i benzinai, le banche, gli uffici di cambio e l’ufficio del Department of Wildlife & National Parks dove poter pagare l’ingresso alla Riserva di Moremi (Moremi Game Reserve).

Come prima cosa facciamo il pieno al nostro fuoristrada anche se un serbatoio è ancora pieno; quando si viaggia in paesi come il Botswana è sempre meglio fare il pieno ogni volta che se ne ha l’occasione; i benzinai sono pochi e a volte capita di percorrere centinaia di chilometri senza vederne nemmeno uno.

Poi andiamo all’ufficio di cambio, tra qualche giorno andiamo in Namibia e non abbiamo dollari namibiani, quindi li prendiamo qui; poco lontano c’è lo Spar e andiamo a prendere un po’ di acqua, le nostre riserve iniziano a scarseggiare.

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Infine superiamo il ponte sul fiume da dove si ha una vista spettacolare sull’acqua, i papiri e le palme che costeggiano la riva del fiume e andiamo al nostro campeggio: l’Audi Camp.

Ci posizioniamo nella nostra piazzuola e ci rilassiamo un po’ prima di cena e beviamo un aperitivo al tramonto; stasera andiamo al ristorante del campeggio che si trova lungo il fiume, abbiamo voglia di trattarci bene dopo i giorni trascorsi nella Riserva del Kalahari Centrale (Central Kalahari Game Reserve).

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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