Guidare dentro il CKGR

La Riserva del Kalahari Centrale (Central Kalahari Game Reserve), o come viene comunemente chiamata CKGR, è immensa 52.800 kmq e noi visitiamo solo una parte della porzione che si trova nella parte settentrionale.

La parte settentrionale è la più visitata perché è dove si hanno maggiori possibilità di avvistare gli animali, sebbene non sia un parco dove gli avvistamenti sono facili e frequenti; inoltre sono assenti alcune specie di animali, come ad esempio gli elefanti e i bufali, o almeno così riportano le guide, anche se può capitare che qualche elefante maschio decida di rimanere in queste terre dopo che la stagione delle piogge è terminata.

Il motivo principale per cui si visita il CKGR è per la sua natura incontaminata, per i suoi paesaggi, per le sue piste dove mettere alla prova il proprio fuoristrada e la propria guida.

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Gli animali ci sono e si avvistano, ma è più difficile che altrove, un po’ perché le strade sono poche in proporzione alla dimensione del parco, un po’ perché l’erba alta e i cespugli ostruiscono un po’ la vista e un po’ perché vi è una minore densità di popolazione di alcune specie.

In stagione secca, ossia nei mesi da giugno ad ottobre, non è difficile guidare sulle piste; l’importante è sgonfiare le gomme ed essere prudenti, rispettare il limite di velocità, che è di 40 km/h, osservare bene la strada che si sta percorrendo ed prendere bene le buche che si trovano sul proprio percorso.

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E’ importante calcolare bene le distanze e i tempi di percorrenza, perché dopo le 18,30, o comunque dopo il tramonto, non si può più circolare nel parco e il rischio è di trovarsi lontano dal proprio campsite.

Durante la stagione delle piogge invece non è semplice guidare nel CKGR poiché le piste sabbiose si trasformano in fango e, in certi punti, si trova un particolare tipo di terreno, che si chiama black cotton; questo, quando è asciutto, è duro come la pietra, ma se solo c’è un po’ di acqua, si trasforma in una superficie così scivolosa che sembra di guidare sul ghiaccio; solo chi è davvero esperto di guida con il 4×4 può pensare di avventurarsi da queste parti in questa stagione.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

  • Il Triangolo
  • La Valle Nascosta
  • Lago Ndutu
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  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle