Pianificare una spedizione in Africa

Pianificare una spedizione non è semplice, se poi questa spedizione è in Africa è fondamentale studiarla nei minimi dettagli.

Nei mesi scorsi abbiamo comprato le classiche cartine cartacee che solitamente in Europa ci sembrano così obsolete, ma in luoghi senza collegamento a internet diventano indispensabili; inoltre sono molto importanti in fase di pianificazione degli itinerari, poiché danno indicazione in merito al tipo di strada e, di conseguenza, si possono comprendere i tempi di percorrenza.

Abbiamo studiato diverse guide, non solo quelle “classiche” di viaggio, ma anche alcune specializzate sul continente africano, che danno maggiori dettagli in merito alle strade, a dove alloggiare, a dove fare approvvigionamenti e tante altre informazioni preziose.

Abbiamo letto e scritto in diversi forum dove molti viaggiatori self-drive si scambiano consigli molto utili e abbiamo anche imparato qualche rudimento di meccanica perché, per buona parte del viaggio, saremo da soli con la nostra macchina.

L’itinerario che abbiamo preparato è abbastanza impegnativo ma entusiasmante: partiremo da Johannesburg e ci dirigeremo verso nord e attraverseremo tutto il bacino del Kalahari: dai Pan del Botswana, al Central Kalahari, al Delta dell’Okavango, fino al Parco Nazionale di Etosha e alla Skeleton Coast in Namibia, per poi scendere in Sudafrica nel Parco Transfrontaliero di Kgalagadi e giungere fino a Cape Town attraversando il Namaqua, o Namakwa e in Western Cape, infine visiteremo e il Parco Nazionale di Karoo per fare ritorno nuovamente a Johannesburg.

Leggi l’itinerario.

Non vediamo l’ora di partire!

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

  • Il Triangolo
  • La Valle Nascosta
  • Lago Ndutu
  • Le pianure di Kusini
  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle