La riserva naturale Cape Cross

Cape Cross, o Kaap Kruis in afrikaans, Das Kreuzkap in tedesco, letteralmente significa “Capo della Croce” ed è un promontorio che si protende verso l’Oceano Atlantico dal Parco Nazionale di Namib Skeleton Coast in Namibia.

E’ un’area naturale protetta di 60 kmq ed è stata istituita nel 1968; qui dove si trova la più grande colonia di otarie del Capo del mondo, è questo il motivo per cui Cape Cross è famosa e che attrae molti visitatori ogni anno; quest’area è infatti una delle più visitate della Namibia.

Si trova a circa 60 km a nord della cittadina di Henties Bay ed è facilmente visitabile in giornata anche da Swakopmund, che dista 120 km; basta percorrere la C34, che attraversa il Parco Nazionale di Dorob e che corre parallela all’Oceano Atlantico.

Un cancello, aperto dalle 10,00 alle 17,00 da luglio a metà novembre e dalle 8,00 alle 17,00 nel resto dell’anno, consente l’accesso alla strada che conduce alla colonia di otarie, prima di procedere però è necessario pagare il biglietto nel piccolo edificio che si trova alla vostra destra.

Una breve strada conduce al parcheggio dove sostare, già da quella posizione si possono vedere le otarie del Capo che, a volte, si avventurano fino a qui.

Dal parcheggio una passerella, costruita in plastica riciclata, consente di vedere più da vicino le otarie ammassate sulla spiaggia; è importante mantenere una distanza di sicurezza da questi animali poiché potrebbero diventare aggressivi se si sentono minacciati.

E’ interessante soffermarsi a guardarli mentre si riposano sulla spiaggia o allattano i cuccioli oppure mentre nuotano nelle acque gelide dell’Oceano Atlantico.

Ma Cape Cross non è solo dove si trova la colonia di otarie del Capo, ma è anche un luogo di interesse storico; deve il suo nome a una croce di pietra, che il navigatore portoghese Diego Cao posizionò qui nel 1486, quando approdò in questa inospitale costa, mentre era alla ricerca di una rotta marittima per le Indie.

La croce originaria si trova a Berlino, mentre nel luogo originario è possibile vedere una replica.

Cape Cross in passato divenne un centro per la caccia alle otarie per le loro pelli e un luogo di raccolta di guano da esportare in Europa come fertilizzante; ora queste attività non vengono più svolte e a Cape Cross non vive più nessuno.

La Riserva Naturale di Cape Cross racchiude al suo interno differenti tipologie di territorio: spiagge sabbiose, una depressione di sale e insenature rocciose.

Dal punto di vista della vegetazione la Riserva Naturale di Cape Cross appartiene al bioma del Deserto del Namib, il terreno è scarsamente vegetato e la Zygophyllum stapfii (dollar) e la Arthraerua leubnitziae (pencil bush) sono le due specie dominanti; inoltre sono presenti anche alcune specie di licheni.

Oltre alle otarie del Capo nella riserva sono presenti altri animali come le iene brune (brown hyena), gli sciacalli dalla gualdrappa (black-backed jackal), i fenicotteri rosa minori (lesser flamingo), i fenicotteri rosa maggiori (Greater flamingo), i falaropi beccolargo (red phalarope), le sterne del Damara (Damara tern), le alzavole del Capo (Cape teal), le sterne maggiori (Caspian tern), black-necked grebe (svasso minore)e le beccacce di mare nere africane (African black oystercatcher).

Da Cape Cross, proseguendo verso l’interno, ossia verso est, si raggiunge Messum Cratere Brandberg Mountain, mentre proseguendo verso nord si raggiunge la Skeleton Coast.

Noi abbiamo visitato la colonia di otarie di Cape Cross quando abbiamo percorso la C34 dal Parco della Skeleton Coast a Swakopmund.

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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