La Grande Migrazione in Novembre

Novembre è il mese delle piccole piogge, ma non è cosi facile prevedere quando in realtà iniziano le precipitazioni; a volte già a metà ottobre le piogge sono abbondanti, a volte invece si fanno attendere a lungo.
 
L’inizio delle piogge e la loro abbondanza influiscono molto sul movimento della Migrazione: se le piogge tardano o non sono sufficienti per riempire le pozze e i fiumi stagionali del sud del Serengeti e della Conservation Area del Ngorongoro, le mandrie sono riluttanti a lasciare i pascoli del Masai Mara e del nord del Serengeti poiché sanno che non troverebbero i verdi e fertili pascoli di cui necessitano.
 
Invece se le precipitazioni sono abbondanti tanto da riempire le pozze e i torrenti stagionali la Migrazione si mette in marcia.
 
Si incamminano uno dietro all’altro, a perdita d’occhio si vedono solo colonne, lunghe anche 40 o 50 km, di gnu e zebre in cammino verso il centro e il sud del Serengeti, attraversando i boschi del Serengeti orientale.
 
Qualora invece si verifichi una siccità prolungata le rotte della migrazione possono subire mutamenti anche importanti; in anni in cui le piogge non si sono verificate gli gnu, anziché scendere verso sud si sono diretti a ovest e si sono fermati nel western corridor.

Dove è possibile avvistare le mandrie della Grande Migrazione in novembre

Lobo: nonostante l’incertezza in merito alle precipitazioni, e di conseguenza sul momento in cui la Migrazione si mette in marcia, in questo periodo a Lobo si trovano ancora molte mandrie; inoltre Lobo è una buona base per poi spostarsi in base alla posizione della Migrazione.
 
Serengeti Centrale: se le piogge sono sufficienti da rinverdire i pascoli a sud allora qui troviamo la Migrazione, o almeno una parte, la parte restante sarà già giunta del Serengeti sud orientale.
 

Scopri la mappa della Grande Migrazione qui

Le tappe del viaggio della Grande Migrazione nell’Ecosistema del Serengeti mese per mese

  • Gennaio, Febbraio e Marzo
  • Aprile
  • Maggio
  • Giugno
  • Luglio
  • Agosto, Settembre e Ottobre
  • Novembre
  • Dicembre 

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

  • Il Triangolo
  • La Valle Nascosta
  • Lago Ndutu
  • Le pianure di Kusini
  • La Gola di Olduvai
  • Le Pianure di Matiti e le Colline Gemelle