Il rituale del matrimonio per i Konkomba

Il matrimonio nella società dai Konkomba, in Ghana, è un processo piuttosto complesso e di fatto inizia con la nascita di una bambina.

Appena viene alla luce i genitori della bambina ricevono doni, come ad esempio vasi di birra e legna da ardere, da parte dei vari pretendenti; i ragazzi tra i 20 e i 24 anni fanno a gara per essere scelti come futuri generi.

I genitori della bambina decidono chi sarà il futuro genero tra i vari pretendenti quando la bambina ha solo pochi di mesi, da quel momento il futuro sposo deve contribuire alla crescita della ragazza, pagando ai suoceri una derrata di mais fino a quando la ragazza è in età per sposarsi.

Da quando la bambina viene considerata promessa sposa continua a vivere nella casa dei genitori e, da quando raggiunge la pubertà, vive uno stato di libertà sessuale e può avere fino a 3 o 4 amanti allo stesso tempo.

All’età di 18 anni o se incinta, la ragazza si trasferisce nella casa del marito, questa azione per i Konkomba equivale alla celebrazione del matrimonio; il verbo “sposarsi” nella lingua dei Konkomba infatti significa letteralmente “andare dal marito”, non esiste una vera cerimonia di matrimonio.

Gli uomini si sposano solitamente attorno ai 40 anni e, data l’età avanzata, difficilmente riescono ad assistere alle nozze dei propri figli e a diventare nonni.

La società Konkomba è poligama e le prime due mogli hanno lo stesso status, le mogli più giovani si occupano dei lavori più pesanti e aiutano le mogli più anziane; il marito dorme 6 giorni con ognuna delle mogli a rotazione.

Il villaggio è un compound composto da un gruppo di capanne rotonde, destinate alle mogli, che sono collocate attorno ad uno spazio centrale comune e sono collegate tra loro da un basso muro di cinta, tutto attorno si trovano i campi che vengono coltivati dalla famiglia.

L’uomo ha una capanna rettangolare piuttosto grande che utilizza durante il giorno; si reca infatti nella capanna delle mogli solo dopo l’imbrunire.

ghana konkomba girl

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Si tratta di una gola scavata nella roccia dagli agenti atmosferici e modellata dall’acqua del fiume; dal punto di vista paesaggistico è un bel canyon, come se ne possono trovare in diverse parti del mondo, con un grosso monolite che ricorda un po’ quelli della Monument Valley negli Stati Uniti.
 
Ma quello che rende unica questa valle sono stati i ritrovamenti che sono stati fatti in questa zona, grazie ai quali è considerata la culla dell’umanità.
 
Qui sono stati fatti dei ritrovamenti fossili molto importanti tra cui le impronte di Laetoli e i resti di alcuni nostri antenati, fino all’australopiteco boisei.
 
Sono stati ritrovati fossili di alcuni animali e incisioni rupestri disegnati milioni di anni fa, che ritraggono la Grande Migrazione; a testimonianza del fatto che questo fenomeno si verifica da moltissimo tempo.
 
C’è un museo e un visitor center dove si può scoprire molto sulle origini del genere umano.
 
Qui vivono anche diversi animali come le giraffe, le tartarughe leopardo, le agame, le gazzelle di Grant, gli gnu e i dik dik; però non è uno dei posti migliori per avvistare la fauna, chi si reca qui lo fa esclusivamente per il paesaggio e per approfondire la conoscenza dei nostri antenati.
 

Le zone del Serengeti Meridionale

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